¡Jamendo menda!

Discazo impresionante que encuentro en el gran paraíso de la música libre y copyleft: Jamendo.

Este grupo italiano de rock psicodélico se llama “Eva”, y su disco “Easy as spring and violently black”. Suena como si estuviera grabado en los mismísimos sesenta, con un sonido que recuerda al gran Hendrix, un sonido potente y a veces introspectivo, un uso de las guitarras y los instrumentos que generan una armonía bastante cojonuda. En mi opinión un gran descubrimiento. Cuatro canciones que suben el espíritu como lo hacían los temas del genial Randy California. Disfrutadlo, para escucharlo pinchad sobre la imagen.

“.……..EVA è un progetto, una variazione sul tema del piacere. Un percorso continuo, guardandosi attorno, annusando l’aria, ed in questo caso, con la musica cercare di comunicare la realtà attorno; per come i nostri occhi, cuori e stomachi la percepiscono.


È solo una accresciuta percezione delle cose, il profondo dei rapporti tra la gente, delle relazioni, dell’amore. Di quanto possa essere facile amare qualcuno nella maniera sbagliata, di quanto possa essere sbagliato amare qualcuno nella maniera “facile”. Guardarsi attorno, guardarsi dentro, alla ricerca del giusto e precario equilibrio. Certo, ora ci riconosciamo nell’ errore, passato e presente. Come sintomo nevrotico, in continua ricerca circolare, percorriamo le strade della profezia che si auto avvera, fino al giorno in cui il meccanismo, presa coscienza, si spezzerà e il tutto sarà in un perfetto equilibrio silenzioso, e forse solo allora smetteremo di scrivere canzoni e ci dedicheremo solo ad osservare. Storie ventrali, vissute a sangue caldo e senza smettere di sanguinare. Paesaggi lunari e ampi deserti raschiati da brezze metalliche, lunghe strade da percorrere a piedi nudi. Unico riferimento, le stelle che portiamo dentro.

…….EVA is a project, a variation on the subject of pleasure. EVA is a continuous path, looking around, breathing the air, and in every case, trying to communicate the reality around with music just like our eyes, hearts and souls perceive it. It is just a grown perception of things, a perception of the depth of the relationship among people, of relations, and of love. How easy it is to love someone the wrong way, how wrong it can be to love someone the “easy” way. To look around, to look inside yourself in the search of the right and precarious balance. Certainly, now we recognize ourselves in mistakes, passed or present. Like a neurotic feeling, in a continuous circular search, we walk the streets of prophecy that will become true until the day in which the whole mechanism will gain conscience and will break making everything a perfect and silent balance. Maybe… just then we will stop writing songs and will dedicate ourselves to observe. Intense stories lived with warm blood and without stopping to bleed. Lunar landscapes and vast deserts scratched from a metallic breeze, long roads that are walked by naked feet only have a reference, the stars that we carry inside.”

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